Perseo

Perseo

 a) Abante, re dell’Argolide e nipote di Danao, era un guerriero così famoso che, dopo la sua morte, bastò mostrare il suo scudo ai nemici dalla real casa per metterli in fuga. Abante sposò Aglaia e lasciò in eredità il regno ai suoi due figli gemelli, Preto e Acrisio, raccomandando loro di regnare alternativamente. I loro costanti litigi, iniziati quand’essi si trovavano ancora nel grembo materno, si inasprirono allorché Preto si giacque con la figlia di Acrisio, Danae, e riuscì a stento a salvare la vita. Poiché Acrisio rifiutò di cedergli il trono allo scadere del suo termine, Preto si rifugiò alla corte di lobate, re di Licia, e ne sposò la figlia Stenebea o Antea. Poi ritornò in Argolide alla testa di un esercito licio per sostenere il suo diritto alla successione. Ne seguì una sanguinosa battaglia, ma, poiché né l’una né l’altra parte riuscì a prevalere, Preto e Acrisio acconsentirono, sia pure a malincuore, a dividersi il regno. Ad Acrisio toccarono Argo e i dintorni; a Preto toccarono Tirinto, il santuario di Era (che ora fa parte di Micene), Midea e la costa dell’Argolide.

Perseob) Sette giganteschi Ciclopi, chiamati Gasterochiri perché si guadagnavano da vivere facendo i muratori, seguirono Preto dalla Licia e fortificarono Tirinto con mura massicce, servendosi di blocchi di pietra così grandi che un paio di muli non avrebbero nemmeno potuto spostarne uno.

 c) Acrisio, che aveva sposato Aganippe, non ebbe figli maschi, ma soltanto quella Danae che fu sedotta da Preto; e quando chiese all’oracolo come avrebbe potuto procurarsi un erede si sentì rispondere: «Tu non avrai figli e tuo nipote ti ucciderà». Per impedire che ciò si avverasse, Acrisio chiuse Danae in una torre dalle porte di bronzo, custodita da cani ferocissimi; ma, nonostante queste precauzioni, Zeus discese su Danae come una pioggia d’oro ed essa gli generò un figlio chiamato Perseo. Quando Acrisio fu informato dell’accaduto, non volle credere che Zeus fosse il padre di Perseo e sospettò suo fratello Preto di essersi giaciuto ancora con Danae; non ebbe tuttavia il coraggio di uccidere la propria figlia e la rinchiuse con il neonato in un’arca di legno che gettò in mare. Codesta arca fu spinta dalle onde presso l’isola di Serifo, dove un pescatore chiamato Ditti la ripescò, la portò a riva, l’aprì e vi trovò Danae e Perseo ancora in vita. Subito li portò a suo fratello, re Polidette, che allevò Perseo nella propria casa.

 d) Trascorsero gli anni e Perseo, raggiunta ormai l’età virile, difese Danae da Polidette il quale, con l’appoggio dei propri sudditi, voleva costringerla a sposarlo. Polidette riunì allora i suoi amici e, fingendo di aspirare alla mano di Ippodamia, figlia di Pelope, chiese che contribuissero con un cavallo a testa al suo dono nuziale. «Serifo è soltanto una piccola isola», disse, «ma non voglio fare brutta figura accanto ai ricchi pretendenti del continente. Vorrai aiutarmi anche tu, nobile Perseo?» «Ahimè!» rispose Perseo. «Io non possiedo cavalli, né oro per comprarne uno. Ma se tu vuoi sposa Ippodamia anziché mia madre, vedrò di procurarti qualunque dono tu chieda.» E aggiunse imprudentemente: «Anche la testa della Gorgone Medusa, se necessario».

e) «Tale dono mi piacerebbe davvero più di ogni altro», replicò pronto Polidette. Ora, la Gorgone Medusa aveva serpenti in luogo di capelli, lunghissimi denti, lingua sporgente e un volto così orribile nell’insieme che chiunque l’avesse guardato rimaneva pietrificato dal terrore.

f) Atena aveva udito il dialogo tra Polidette e Perseo, ed essendo nemica dichiarata di Medusa, del cui orrendo aspetto era essa stessa responsabile, accompagnò Perseo nella sua impresa. Dapprima lo condusse nella città di Dietterione nell’isola di Samo, dove oggi si possono vedere i simulacri delle tre Gorgoni, affinché imparasse a distinguere Medusa dalle sue immortali sorelle Steno ed Euriale; poi gli consigliò di non guardare mai direttamente Medusa, ma la sua immagine riflessa, e a tale scopo gli donò un lucentissimo scudo.

g) Anche Ermete aiutò Perseo donandogli un falcetto taglientissimo con il quale avrebbe potuto decapitare Medusa. Ma a Perseo occorrevano ancora tre cose: un paio di sandali alati, una sacca magica per riporvi la testa recisa e l’oscuro elmo di Ade, che rende invisibili. Tutti questi oggetti erano custoditi dalle Ninfe Stigie e nessuno sapeva dove esse vivessero, all’infuori delle sorelle delle Gorgoni, le tre Graie dal corpo di cigno che avevano un solo occhio e un solo dente in comune. Perseo dunque raggiunse il monte Atlante, dove le Graie sedevano sui loro troni, e cogliendole di sorpresa strappò loro l’occhio e il dente mentre una delle sorelle li porgeva all’altra, né acconsentì a restituirli prima di aver saputo dove vivessero le Ninfe Stigie.

h) Quando le Ninfe gli ebbero consegnato i sandali, la sacca e l’elmo, Perseo volò verso occidente, fino alla terra degli Iperborei, dove trovò le Gorgoni addormentate, fra grigie, statue, consunte dalla pioggia, di uomini e belve pietrificati da Medusa. Perseo fissò lo sguardo sull’immagine di Medusa riflessa nello scudo, Atena guidò la sua mano e con un solo colpo di falcetto decapitò il mostro; allora, con sua grande sorpresa, vide balzar fuori dal cadavere il cavallo alato Pegaso e il guerriero Crisaore, con una falce dorata in mano. Perseo non sapeva che Posidone aveva generato questi esseri in Medusa all’ombra di un tempio di Atena, ma decise di non affrontarli, e riposta in gran fretta la testa nella magica sacca si alzò in volo; benché Steno ed Euriale, destate dai loro nuovi nipoti, si lanciassero all’inseguimento, Perseo potè allontanarsi sano e salvo, protetto dall’elmo che rende invisibili.

i) Al tramonto Perseo atterrò presso il palazzo del Titano Atlante, cui mostrò la testa della Gorgone per punirlo d’esce stato inospitale, e lo trasformò così in montagna; il giorno seguente, dirigendosi a oriente, sorvolò il deserto libico, ed Ermete lo aiutò a reggere il peso della testa. Strada facendo asciò cadere l’occhio e il dente delle Graie nel lago Tritonide alcune gocce del sangue della Gorgone piovvero sulla sabbia del deserto dove diedero vita a molti serpenti velenosi: uno di essi, in seguito, uccise l’Argonauta Mopso.

j) Perseo si fermò per riposarsi a Chemmi, in Egitto, dove ancora riceve onori, poi continuò il suo volo. Mentre superava da nord la costa della Filistia, vide una donna ignuda incatenata a uno scoglio presso il mare e subito se ne innamorò. Costei era Andromeda, figlia di Cefeo, l’etiope re di loppa, e di Cassiopea. Cassiopea si era un giorno vantata dicendo che la sua bellezza e la bellezza di sua figlia superavano quella delle Nereidi, e le Nereidi si lagnarono di quell’insulto invocando l’aiuto del loro protettore Posidone. Posidone scatenò contro la Filistia la furia delle acque e di un mostro marino; e quando Cefeo consultò l’oracolo di Ammone, gli fu risposto che la sua unica speranza stava nel sacrificare Andromeda al mostro. I sudditi furono perciò costretti a incatenarla a una roccia, nuda ma con certi gioielli addosso, perché il mostro la divorasse.

k) Mentre si avvicinava in volo ad Andromeda, Perseo vide Cefeo e Cassiopea che lo seguivano ansiosi con lo sguardo dalla spiaggia, e scese accanto a loro per chiedere in gran fretta consiglio. Perseo ottenne dal re la promessa che, se fosse riuscito a salvare Andromeda, l’avrebbe potuta portare con sé in Grecia come moglie; poi Perseo, preso di nuovo il volo, decapitò il mostro che si era lasciato trarre in inganno dall’ombra di Perseo sulle onde. Il giovane aveva estratto la testa della Gorgone dalla sacca per servirsene semmai il mostro avesse alzato lo sguardo, e la depose ora capovolta su un letto di alghe (che subito si trasformarono in coralli) mentre si ripuliva le mani; poi innalzò tre altari e sacrificò un vitello, una vacca e un toro a Ermete, ad Atena e a Zeus.

l) Cefeo e Cassiopea, seppure a malincuore, lo accolsero come genero e, per insistenza di Andromeda, ebbero subito luogo le nozze. Ma la festa fu interrotta bruscamente allorché Agenore, fratello gemello del re Belo, fece irruzione nella sala alla testa di un gruppo di armati, reclamando Andromeda come sua sposa. Egli era stato convocato, senza dubbio, da Cassiopea, che si riteneva sciolta dalla promessa fatta a Perseo in un momento di necessità e considerava Agenore il legittimo pretendente di Andromeda. «Perseo deve morire», gridò infatti Cassiopea.

m) Nella battaglia che seguì Perseo abbatté molti dei suoi avversari, ma fu costretto a strappare la testa della Gorgone dal cespuglio di corallo e a tramutare in pietre i duecento guerrieri che ancora erano rimasti in vita.

n) Posidone pose tra le stelle le immagini di Cefeo e di Cassiopea, ma quest’ultima, in punizione del suo tradimento, è legata a una cesta della spesa che, in certe stagioni dell’anno,

si capovolge mettendo Cassiopea in posizione ridicola. Atena in seguito immortalò Andromeda in una costellazione più illustre, poiché essa aveva insistito nel voler sposare Perseo nonostante l’opposizione dei suoi genitori. Su uno scoglio presso Joppa si vedono ancora i solchi lasciati dalle sue catene e le ossa pietrificate del mostro furono esposte nella stessa città di Joppa finché l’edile Marco Emilio Scauro le trasportò a Roma.

o) Perseo ritornò a Serifo in gran fretta portando Andromeda con sé: colà Danae e Ditti erano state costrette a rifugiarsi in un tempio per sfuggire a Polidette, che naturalmente non aveva mai avuto l’intenzione di sposare Ippodamia. Perseo si recò allora al palazzo dove Polidette stava banchettando con i suoi amici, e annunciò che aveva portato con sé il promesso dono nuziale. Mentre i convitati lo salutavano con una scarica di insulti, egli estrasse la testa della Gorgone, badando di distogliere lo sguardo da quell’orribile volto, e tramutò tutti in pietra; a Serifo si vedono ancora quei massi disposti in cerchio. Perseo donò poi la testa della Gorgone ad Atena che la fissò sulla sua egida; ed Ermete restituì i sandali, la magica sacca e l’elmo alle Ninfe Stigie, perché li custodissero.

p) Dopo aver posto Ditti sul trono di Serifo, Perseo salpò alla volta di Argo, accompagnato da sua madre, da sua moglie e da un gruppo di Ciclopi. Acrisio, avvertito del suo arrivo, fuggì a Larissa; ma Perseo fu per caso invitato colà per partecipare ai giochi funebri organizzati da re Teutamide in onore del suo defunto genitore, e gareggiò nel pentatlon. Mentre lanciava il disco, questo, spinto dal vento e dalla volontà degli dèi, colpì Acrisio a un piede e lo uccise.

q) Profondamente addolorato, Perseo seppellì suo nonno nel tempio di Atena che sovrasta l’Acropoli locale e poi, vergognandosi di regnare in Argo, si recò a Tirinto, dove Megapente era succeduto a Preto, e si accordò per scambiare i due regni. Megapente si trasferì dunque ad Argo, mentre Perseo regnava a Tirinto, e riuscì poi a riconquistare le altre due Parti dell’antico regno di Preto.

r) Perseo fortificò Midea e fondò Micene, così chiamata Perché un giorno, tormentato dalla sete, Perseo potè dissetarsi a un ruscello sgorgato miracolosamente da un fungo (wycos). I Ciclopi costruirono le mura di cinta di ambedue le città.

s) Altri danno una versione diversa dei fatti. Dicono che Polidette riuscì a sposare Danae e allevò Perseo nel tempio di Atena. Alcuni anni dopo Acrisio seppe che la figlia e il nipote erano ancora in vita e salpò per Serifo, ben deciso a uccidere Perseo con le proprie mani. Polidette intervenne e fece loro giurare solennemente di non attentare mai l’uno alla vita dell’altro. Tuttavia si alzò una tempesta e mentre la nave di Acrisio era ancora in secco sulla spiaggia, né poteva riprendere il mare, Polidette morì. Durante i giochi funebri in suo onore, Perseo lanciò un disco che per accidente colpì Acrisio al capo e lo uccise. Perseo raggiunse Argo e avanzò le sue pretese al trono; Preto l’aveva preceduto, usurpando il potere, e Perseo lo trasformò in pietra. Egli riuscì a regnare così su tutta l’Argolide, finché Megapente non lo uccise vendicando la morte del padre.

t) Per quanto riguarda la Gorgone Medusa, essi dicono che fosse la bellissima figlia di Forco che oltraggiò Atena e guidò in battaglia i Libici del lago Tritonide. Perseo, giunto da Argo con un esercito, riuscì ad assassinare Medusa con l’aiuto di Atena. Egli le tagliò la testa nottetempo e la seppellì sotto un tumulo di terra nella piazza del mercato ad Argo. Questo tumulo sorge presso la tomba della figlia di Perseo, Gorgoione, nota per essere stata la prima vedova che si risposò.

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