Numeri che simboleggiano le qualità dell’essere – Due (seconda parte)

prima parte

Il contrasto fondamentale nel ciclo presente è fondato sull’antitesi luce-buio, manifesta sotto diverse forme (giorno-notte; elfi luminosi-elfi scuri; colori chiari-colori scuri). Una lotta perenne si combatte all’interno della cornice temporale di ogni ciclo tra le forze che incarnano questi due diversi aspetti.

La simbologia del due come concentrazione di qualità contrastanti in due diverse manifestazioni di uno stesso essere ritorna talora nelle saghe per sottolineare le qualità di un personaggio nel paragone con una figura (spesso un fratello) debole, incapace o addirittura vile: si veda a esempio la vicenda dell’eroe vichingo Hálfr, il cui fratello Hjörólfr si mostra assolutamente inetto.

Nella Saga degli Ynglingar si narra del contrasto e della gelosia fra due fratelli, Álfr e Yngvi, nei quali paiono incarnarsi le opposte qualità dell’inverno e dell’estate.

fratelliQuando le qualità di due esseri restano invece indistinte e su un piano di assoluta parità e uguaglianza, si determinerà una situazione insostenibile: dei mitici fratelli Alrekr ed Erik, accomunati dall’identità delle caratteristiche, è detto che si uccisero a vicenda con i morsi delle briglie dei loro cavalli. Nella storia di questi due sovrani svedesi si può forse riconoscere traccia dei miti relativi ai gemelli divini in aspetto equino (dioscuri).

Alla simbologia del due e della gemellarità come necessità insopprimibile di contrasto è legata anche la vicenda di Hámundr e Geirmundn, gemelli, figli di re Hjörr. Di costoro è detto che erano scuri di pelle e assai brutti (svanir mjök «molto neri» e heljarskinn «pelle d’inferno») e che perciò, essendo venuti al mondo durante un’assenza del padre, furono dalla madre scambiati col figlio di una serva che era «bianco» (hvítr) e «bellissimo» (inn friðasti). La madre fu tuttavia costretta a scambiarli di nuovo con la schiava quando essi mostrarono, in contrasto con l’altro fanciullo, un atteggiamento regale che rivelava la loro origine. Questo racconto, relativo a uomini famosi e dai quali derivarono grandi stirpi, sottolinea la necessità di un elemento di contrasto ai due fratelli nel quale siano concentrate qualità opposte alle loro e che consenta di evitare una vicendevole distruzione.

Il due si presenta talora anche come numero necessario affinché un essere si manifesti nella completezza del tre: vedi a esempio il carme in cui è precisato che il dio Thor divorò da solo due tori per prepararsi ad affrontare il serpe cosmico.ThorBull

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