Salute e gioia di vivere
Dal primo fascicolo salutista rivolto alla Hitlerjugend
Gioventù’ Hitleriana!
L’esempio del Führer, in cui hai riposto fede assoluta, ti vincola.
Nel corso della tua vita devi attenerti all’ideale che tale esempio
incarna. Ciò che noi vogliamo da te in questo contesto
non va ottenuto mediante l’impartizione di ordini, bensì attraverso
un appello alla volontà e alla lungimiranza. Considera questo
fascicoletto come un’arma nella lotta per mantenersi in salute
e, di conseguenza, per maturare la capacità di compiere grandi cose
e rafforzare e rendere ancora più’ grande il popolo tedesco.
Heil Hitler!
Baldur von Schirach
Salute e gioia di vivere
Gli uomini di ogni epoca hanno pensato a cosa fare per restare
sani, felici e attivi dalla gioventù fino alla tarda età.
Al contempo, sono sempre arrivati alla conclusione che la natura
segue il suo corso spietato e immutevole e che non fa caso
al destino del singolo che, pur armato di buone intenzioni,
non tiene loro fede.
Resta fedele alla natura – vivi secondo natura!
Non è affatto facile seguire questo dettame, con tutte
le sue conseguenze, nella vita di tutti i giorni. Molte persone
perdono la salute, vengono bocciate a scuola, falliscono
nella formazione lavorativa, non hanno amici e più in generale
naufragano tanto nel lavoro quanto sul piano economico
non arrivando a sviluppare correttamente la loro personalità,
solo perché non vivono secondo natura. Nessuno, oggi, ha maggiori
motivi per avvicinarsi alla natura del giovane, dell’operaio
o dell’impiegato. Essi devono compensare le loro attività fin troppo
spesso ripetitive e sedentarie. Se osserviamo le loro vite, vedremo
con quanta passione si dedicano alle attività sportive e quanto
aiuti il vivere secondo natura, il tran tran di un operaio
o di un impiegato. Per non parlare dell’importanza
dell’alimentazione, ben nota a noi tedeschi. Un futuro senza
un’alimentazione corretta è fuori discussione, le persone pensano
troppo di rado al fatto che tutto ciò’ che digeriscono (anche solo
una medicina) finisce per influenzare le loro vite.
Anche in questo caso, solo una
focalizzazione sulla natura può essere d’aiuto. (…) A tale proposito
citiamo anche il motto “dove finisce la natura, comincia la follia”.
Chiunque si muova e sudi all’aria aperta, sotto la luce del sole,
innesca una respirazione intensa che interessa tutti gli organi
(i polmoni, il cuore ecc.), è una forma di esercizio che operai
e impiegati devono fare a tutti i costi. Un po’ di ginnastica
e di allenamento respiratorio non basta.
La cura del corpo e lo sport sono due ulteriori fattori cruciali
per restare in salute. Con sport intendiamo soprattutto
quelle discipline che attivano il corpo nella sua interezza,
ad esempio la corsa, le scalate, il nuoto, le passeggiate in montagna
e la ginnastica. Soprattutto chi fa un lavoro che non implica
movimento deve dedicarvisi, come forma di compensazione. Purtroppo
ci sono sempre troppe persone con
abitudini sedentarie. Credono di essere felici, ma in realtà
non lo sono. Sono vittime della tirannia delle loro cattive
abitudini e la loro vita viene caratterizzata da idee rigide
e sbagliate. Spesso non ci si può immaginare quanto si possa
cambiare in meglio una volta rimosse le vecchie abitudini
per far posto a criteri nuovi e più sani. Pensare le stesse cose
tutti i giorni e non cambiare mai le proprie abitudini, solo perchè
ci pare comodo, ha inoltre conseguenze negative sull’atmosfera
e la produttività lavorativa. Dobbiamo armarci di una solida
capacità di concentrazione e trovare nuove, sane abitudini
per la nostra vita di tutti i giorni e non darci pace finché
i vecchi vizi e le cattive routine non siano seppelliti del tutto.
Questo è l’unico modo possibile per formare la nostra
Volontà’ di addestramento e acquisire, a livello biologico,
la giusta padronanza di noi stessi e del nostro corpo. (…) Tutti,
vecchi o giovani, devono fare i conti con la propria forza vitale
e le strategie per mantenersi in salute. Chi modella la propria
esistenza secondo tali regole d’oro non potrà che trarne
dei vantaggi. Chi arriva a comprendere fino in fondo
lo strettissimo legame che unisce un’alimentazione sana
a una vita equilibrata e strutturata con razionalità ed entusiasmo,
è destinato a entrare a far parte della cerchia di coloro
che amano la vita e che sanno superare più’ facilmente le insidie
e le difficoltà.
Se vivi secondo natura, vivi bene!

[ Der Freiwillige Mai / Juni 2010 ]
In Memoriam Prof. Pio Filippani-Ronconi

Sergio Corbatti – MIHAG Italien
Pio Filippani-Ronconi wird einstimmig als der größte italienische Orientalist und Religions-Historiker des 20. Jahrhunderts angesehen. Einige haben sich an ihn als geistigen Vorbild gewendet und seine Hinweise bezüglich der geistigen Disziplin werden auch nach seinem Ableben Beachtung finden.
Pio Filippani Ronconi wurde in Madrid am 10. März 1920 geboren, er stammt aus einer italienischen Adelsfamilie, die zwei Stämme verbindet: die Filippani, eine alte römische Patrizierfamilie und die Grafen vom Heiligen Römischen Kaisertum Ronconi, die aus altem langobardischen Ursprung stammen. Nach seiner Familienüberlieferung wurde der Familie der Titel Reichsgraf im Mittelalter durch den Kaiser des Heiligen Römischen Reiches Deutscher Nation verliehen, daher war auch Filippani-Ronconi Reichsgraf.
Nach dem Ausbruch des spanischen Bürgerkrieges kam seine Familie nach Italien zurück, wo er sich in der Universität dem Studium der klassischen Literatur und der orientalischen Religionen widmete, wobei er unter anderem Sanskrit, Persisch, Arabisch, Türkisch, Pali, Tibetanisch und Hebräisch lernte. Er wurde auch Schüler von Julius Evola und befaßte sich mit dem Tantra.
Kurz nach dem Ausbruch des Zweiten Weltkrieges meldete er sich freiwillig und kämpfte in Nordafrika, wo er verwundet wurde. Nach Genesung wurde er Leutnant der italienischen Armee und bei Italiens Waffenstillstand war er in Oberitalien im Infanterieregiment 80.
Im November bzw. Dezember 1943 meldete er sich bei der SS-Einheit, die den Wachdienst beim Duce in Gargnano, am Gardasee, ausübte. Er wurde in seinem Dienstgrad bestätigt und – stürmisch wie er war – lehnte es Filippani-Ronconi ab, Ordonnanzoffizier bei SS-Standartenführer Lombard im Ausbildungsstab der in der Zwischenzeit aufgestellten italienischen Waffen-Miliz zu werden. Er wurde statt dessen zur 1. Kompanie des II. Bataillons im Jägerregiment 1 der 1. Sturmbrigade der italienischen Freiwilligen Legion abkommandiert. Auch wenn der Aufstellungsbefehl von SS-Obergruppenführer Karl Wolfferst am 9.2.1944 erstellt wurde, hatte man schon Anfang Januar 1944 mit der tatsächlichen Aufstellung der Brigade angefangen, so daß Pio Filippani-Ronconi von Anfang an bei der italienischen Brigade war. Infolge der alliierten Landung bei Anzio-Nettuno wurde beschlossen, daß aus politischen Gründen auch italienische Einheiten der neuen Mussolini-Regierung RSI (Repubb-lica Sociale Italiana) an den Kämpfen teilnehmen sollten. Sofort wurde ein Fallschirmjägerbataillon an der Front eingesetzt, kurz danach folgte auch ein Bataillon Marineinfanterie. Auf Mussolinis Wunsch befahl SS-Obergruppenführer Karl Wolff, daß auch eine Kampfgruppe der noch in Aufstellung befindlichen italienischen Sturmbrigade an der Anzio-Front zum Einsatz kommen mußte. Die vorgesehene Stärke der Kampfgruppe bestand aus drei Bataillonen unter dem Befehl vom SS-Oberführer Karl Diebitsch, aber ein Bataillon war schon stark im Bandenkrieg in Mittelitalien gebunden und ein anderes Bataillon litt an Mangel von erfahrenen Führern und Unterführern, sodaß nur das II. Bataillon des Jägerregiments 1 zur Verfügung stand. Es wurde alarmiert, personalmäßig aufgefüllt und im Eilmarsch an die Anzio-Front geworfen, wo die 1. Kompanie am 21. März 1944 in Stellung ging.
Dort nahm der draufgängerische W.Untersturmführer Pio Filippani-Ronconi sofort an mehreren Späh- und Stoßtruppunternehmen teil, wobei er als erster Soldat der Kampfgruppe mit dem EK II. Klasse ausgezeichnet wurde. Am 14. April 1944 trat Filippani-Ronconi während eines Stoßtrupps gegen das von amerikanischen Truppen besetzten Dorfes Borgo Flora auf eine Mine. Schwerverwundet wurde er in ein Lazarett nach Rom gebracht. Nach der Genesung wurde er zum W.-Obersturmführer befördert und wegen seiner Sprachkenntnisse und seiner außerordentlichen Persönlich keit zum Adjutanten des W.-Bri-gadeführers und Generalmajors der Waffen SS Pietro Mannelli, Chef der Inspektion Freiwilligen-Werbung in Italien, eingesetzt.
In dieser Stelle trug W.-Obersturm-führer Filippani-Ronconi erheblich zur der Aufstellung der späteren 29. Waffen-Grenadierdivision der SS (italienische Nr. 1) bei. Seine philosophischen wie auch geistigen Kenntnisse waren bei der weltanschaulichen Vorbereitung der Stämme der italienischen Waffenverbände der SS sehr gefragt, wobei auch weitere Intellektuelle wie Asvero Gravelli und Leale Martelli tätig waren. W.-Obersturmführer Filippani-Ronconi und diese andere Intellektuellen waren u.a. verantwortlich für die Auswahl der drei gekreuzten Pfeile als Abzeichen auf dem rechten Kragenspiegel der italienischen Waffenverbände der SS. Die drei Pfeile symbolisieren die drei Eigenschaften des Geistes nach Rudolf Steiner, der viele Anhänger unter den Männern der italienischen Waffen-SS hatte: das Denken, das Fühlen, das Wollen. Der Ring war das Symbol der Vereinigung dieser drei Eigenschaften. Am Ende des Krieges schaffte es W.-
Obersturmführer Filippani-Ronconi in Mailand dank seiner Sprachkenntnisse (es gab sich den Amerikanern als Perser zu geben, da er in Sanskrit und Persisch sprach) unterzutauchen, so daß ihm die Rache der Partisanen und das unvermeidliche Todesurteil, das ihm als SS-Führer sicher galt, erspart blieb.
Seine außergewöhnliche Persönlichkeit und seine tiefen philosophischen Kenntnisse gestatten es ihm nach dem Krieg keine Nachteile wegen seines Dienstes in der Waffen-SS zu erleiden. Filippani-Ronconi sagte immer offen und stolz, daß er Führer in der Waffen-SS gewesen war, ganz im Gegenteil von anderen Intellektuellen, in Italien wie auch in Deutschland, die ihre faschistische bzw. nationalsozialistische Vergangenheit versteckten oder ihr abschworen…
Filippani-Ronconi vertiefte weiter seine Studien, lernte persönlich Giovanni Colazza, einen direkten Mitarbeiter von Rudolf Steiner kennen, und arbeitete bei dem Anthroposo-phen.
Im Jahre 1959 wurde Filippani-Ronconi Professor für fernöstliche Philosophie an der Orientalischen Universität von Neapel (im Laufe seines Lebens wurde er Professor der Religionen und Philosophien Indiens, Professor der Sanskrit und Literatur und Professor für iranische Dialekte), er übersetzte mehrere Texte aus den orientalischen Sprachen und verfaßte mehrere Bücher über die orientalischen Religionen, die auch heute als Grundsteine gelten. Gleichzeitig, neben seiner akademischen Karriere, stellte er seine Sprachkenntnisse zur Verfügung des italienischen Verteidigungsministers, wo er als Übersetzer und Kryptologe tätig war.
Der Verfasser dieses Berichtes sah während eines der Treffen mit Prof. Filippani-Ronconi mehrere Bilder von ihm mit Reza Schah Pahlavi, dem Schah von Persien, und die persischen Auszeichnungen, die er in den 70er Jahren bekam. Filippani-Ronconi bekam die Laurea Honoris Causa in Theologie des Islams von der Universität von Teheran und wurde mehrmals in verschiedenen Bereichen tätig für den persischen Staat. Er studierte und veröffentlichte etli che Studien über die gnostischen Sekten von Indien und Tibet und über die mystischen und heterodoxen Bewegungen im östlichen Islam, vor allem Persien. Seine Interessen gingen auch in Richtung der Phänomenologie der Religion, Yoga und Schamanismus, Themen, bei denen er mehrere Schriften veröffentlicht. Zu seinen zahlreichen Tätigkeiten, gehört auch seine Teilnahme an der Expedition nach Marokko, von der Stiftung Ludwig Keimer, die zur Entdeckung der antiken Stadt Sigil-mäsa führte. Insgesamt beherrschte Filippani-Ronconi mehr als 60 Sprachen! Prof. Pio Filippani-Ronconi starb am 11. Februar 2010 in Rom. Die Wahl seiner Totenfeier nach russisch-orthodoxem Ritus – der Religion, der er in den Fünfziger Jahren trat – kann in dem Sinne interpretiert werden, daß er unter den überlebenden Formen der religiösen Geschichte im Westen, die russische Orthodoxie als die schwerwiegendste, da die mystischste, betrachtete. Seine weiten Horizonte setzen ihn zweifellos ihn jenseits unserer Etiketten und üblichen Muster. Ein außergewöhnlicher Mann, Krieger, Philosoph und Denker ist verstorben. Sein Beispiel und seine Lehre werden aber in Ewigkeit bleiben.









