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FOGLIO DI DISCIPLINA CIVICA
Finché non hai chiarito il tuo pensiero dentro di te stesso, non puoi comunicarlo ad altri. Finché non hai messo de l’ordine dentro di te stesso, non puoi essere elemento d’ordine nel partito. Il fatto militare dipende dall’onestà del regime.
Alla memoria di Aurelio Baisi
LA MODA DELL’UTOPIA
Il dieci Settembre scorso passai lungo la Via Salarla oltre Fara Sabina e dopo un certo tempo entrai nella repubblica dell’Utopia, un paese placido giacente fuori della geografia presente [1]. Trovando gli abitanti piuttosto allegri, io domandai la causa della loro serenità e mi fu risposto che essa era dovuta alle loro leggi e al sistema d’istruzione ricevuta fin dai primi anni di scuola. Dicono che le nostre conoscenze generali derivano dalle conoscenze particolari, e che il pensiero s’impernia sulle definizioni delle parole. Per insegnare ai piccoli ad osservare i particolari si fa una specie di giuoco, tenendo nella mano chiusa un numero di piccoli oggetti, come p. e. tre chicchi di orzo, un soldino, un bottoncino azzurro, un grano di caffè ovvero un chicco d’orzo, tre bottoni diversi ecc. poi si apre la mano un istante, e rinchiudendola subito, si domanda al bambino cosa abbia veduto. Poi per i ragazzi si fanno cose più complicate, e finalmente ognuno sa come vengono fatte le proprie scarpe o il cappello. E mi fu detto che, definendo le parole, questa gente è arrivata a definire, la loro terminologia economica, col risultato che diverse iniquità della borsa e della finanza sono scomparse dal paese perché nessuno ci si lascia più abbindolare. E attribuiscono la loro prosperità ad un semplice modo di raccogliere le tasse o, meglio, la loro unica tassa, che cade sulla moneta stessa. Perché su ogni biglietto del valore di cento, sono costretti ad affiggere una marca del valore di uno, il primo giorno d’ogni mese. E il governo, pagando le sue spese con moneta nuova, non ha mai bisogno di imporre imposte, e nessuno può tesorizzare questa moneta perché dopo cento mesi essa non avrebbe alcun valore. E così è risolto il problema della circolazione. E così la moneta, non godendo poteri di durabilità maggiori di quelli posseduti da genere come le patate, le messi e i tessuti, il popolo è arrivato a giudicare i valori della vita in modo più sano. Non adora la moneta come un dio, e non lecca le scarpe dei panciuti della borsa e dei sifilitici del mercato. E, naturalmente, non sono minacciati d’inflazione monetaria, e non sono costretti a fare delle guerre a piacer degli usurai. Di fatto questa professione, o attività criminale, è estinta nel paese dell’Utopia, dove nessuno ha obbligo di lavorare più di cinque ore al giorno, perché molte attività burocratiche sono eliminate dal sistema di vita. Il commercio ha poche restrizioni. Scambiano i loro tessuti di lana e di seta contro arachidi e caffè dalla loro Africa, e i loro bovini sono così numerosi che il problema dei concimi si risolve quasi da sé. Ma hanno una legge molto severa che esclude ogni surrogato da tutta la loro repubblica. Il popolo s’educa quasi ridendo, e senza professori superflui. Dicono che è impossibile eliminare libri idioti, ma che ne è facile distribuire l’antidoto, e questo fanno con un regolamento molto semplice. Ogni libraio è costretto a tenere in vendita i libri migliori; ed alcuni di valore eccelso, egli deve tenerli esposti in vetrina per qualche mese dell’anno. E così potendo conoscere i libri migliori, poco a poco le porcherie della «nouvelle revue française» e quelle selezionate dal «London Times» sono sparite dalle tavole delle signorine più sciocche. Stimano la perizia nelle opere agricole come nella mia gioventù io stimai la perizia del tennis o del calcio. Di fatto fanno la gara dell’aratro, per saper chi può fare il solco con maggior precisione. Per questo mi sentii troppo vecchio, ricordando un giovane amico, preso anch’egli da questa passione arcaica, che mi scrisse del suo primo iugero: «pareva come se un maiale fosse passato sradicando». Dopo aver ricevuto la spiegazione tanto semplice della felicità di questo popolo, io m’addormentai sotto le stelle sabine, meditando sugli effetti stupendi di queste modificazione, in apparenza così piccine, e meravigliandomi della distanza trascorsa fra il mondo del novecento e quello della serenità.
Sopra il portone del loro Campidoglio si legge:
IL TESORO D’UNA NAZIONE È LA SU ONESTÀ.
PRECISIONI DEL REATO
È inutile mettere insieme una macchina se una parte manca o è difettosa. È necessario prima d’avere tutte le parti essenziali della macchina. Per capir bene le origini di questa guerra, giova sapere che: Il Banco d’Inghilterra, una associazione a delinquere, ovvero il praticare l’usura al 60%, fu fondato nell’anno 1694. Paterson, l’ideatore della banca dichiarò chiaramente il vantaggio della sua trovata: la banca trae beneficio dell’interesse su tutto il danaro che crea dal niente. Nell’anno 1750 veniva soppressa la carta moneta nella colonia di Pennsylvania. Ciò significava che nel contempo l’associazione degli strozzini, non contenta del suo 60%, ovvero dell’interesse sul danaro creato dal niente, era divenuta tanto forte che ha potuto mettere in moto il governo inglese per sopprimere illegalmente una concorrenza che, con un sano sistema monetario, aveva portato la prosperità alla detta colonia. Dopo 26 anni, cioè nel I776, le colonie americane si ribellavano contro l’Inghilterra. Erano 13 organismi separati, pervasi da dissidi, ma favoriti dalla geografia e dalle discordie europee. Vinsero l’Inghilterra, il nemico eterno, ma la loro rivoluzione veniva tradita dai nemici interni. Le loro difficoltà potrebbero servire a stimolare gl’italiani d’oggi; e i problemi d’allora potrebbero forse suggerire soluzioni all’Italia d’oggi. L’imperfezione del sistema elettivo americano si dimostrò subito nella frode commessa dai deputati che speculavano sulle cambiali o «certificati di paga dovuta» emesse dalle singole colonie a favore dei veterani. Il trucco era semplice, antico, ed equivalente al variare il valore dell’unità monetaria. Ventinove deputati, in combriccola coi loro amici comprarono i certificati al 20% del nominale; poi la nazione, ormai costituita in unità amministrativa «assunse» la responsabilità di pagare i detti certificati. al 100% del nominale. La lotta fra finanza e popolo si rinnovò nella battaglia fra Jefferson ed Hamilton, e più chiaramente quando il popolo fu capeggiato da Jackson e Van Buren. La decade 1830-40 è quasi sparita dal libri di scuola. I fattori economici dietro la guerra americana «Civile» sono interessanti. Dopo le guerre napoleoniche, dopo quella «Civile», dopo Versaglia gli stessi fenomeni si sono verificati. L’usurocrazia fa le guerre a serie. Le fa secondo un sistema prestabilito, con l’intenzione di creare debiti. Ogni debito creato in moneta che vale un quintale di grano viene presentato, pel pagamento in moneta che vale cinque o più quintali. Si parla di svalorizzazione, inflazione, rivalorizzazione, deflazione e del ritorno all’oro. Tornando all’oro Churchill fece pagare dal contadino indiano due staia di grano per soddisfare tasse e interessi che poco prima aveva soddisfatto con uno staio solo. C. H. Douglas, Arthur Kitson, Montagu Webb raccontano particolari. Gli Stati Uniti furono venduti ai Rothschild nel 1863. Gli Americani hanno messo ottant’anni per scoprire fatti che sono ancora ignorati dal pubblico europeo. Il padre di Lindberg ne rivelò alcuni al Congresso americano, che furono più tardi raccolti dall’Overholser nella sua «History of Money in the U. S.». Una lettera dei Rothschild alla ditta Ikleheiner in data del 26 giugno 1863 contiene le parole di fuoco: «Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprendono saranno occupati nello sfruttarlo, e il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi». I giuochi prediletti dell’usurocrazia sono semplici e la parola «moneta» non si definisce nel manuale per impiegati emesso dai Rothschild né nel vocabolario ufficiale «Sinonimi ed omonimi della terminologia bancaria». I giuochi sono semplici: raccogliere usura all’equivalente del 60 % in su, e variare il valore dell’unità monetaria nei momenti comodi agli usurai.
L’IGNORANZA
L’ignoranza dei giuochi non è prodotta dalla natura, anzi dall’arte. È stata aiutata dal silenzio della stampa, in Italia come altrove. Inoltre quest’ignoranza è stata pazientemente elaborata. La base vera del credito si rese nota già all’inizio del seicento ai fondatori del Monte dei Paschi di Siena. Questa base fu, ed è l’abbondanza, o produttività della natura congiunta alla responsabilità di tutto il popolo. Banche e banchieri hanno funzioni utili e potenzialmente onesti. Chi fornisce una misura dei prezzi sul mercato e allo stesso tempo un mezzo di scambio, è utile alla nazione. Ma chi falsifica questa misura e questo mezzo è reo. Una sana politica bancaria mira, e nel passato ha mirato come ha detto Lord Overstone, a «soddisfare i veri bisogni del commercio e a scontare tutte le cambiali che rappresentano affari legittimi». Ma, a un certo momento verso il principio di questo secolo, Brooks Adams fu mosso a scrivere: «Forse non è mai esistito un finanziere più capace di Samuele Loyd. Certo, egli ha capito come pochi, anche nelle generazioni seguenti, la macchina potente del «tallone unico». Egli comprese che, se i traffici aumentano, con una moneta non elastica, il valore dell’unità monetaria aumenterà. Egli vide che, con mezzi sufficienti la sua classe potrebbe manovrare un rialzo quasi a piacer suo, e che, senza dubbio, potrebbe manipolarlo quando accade, valendosi dei cambi esteri. Percepì inoltre, che una volta stabilita, una contrazione della circolazione la si potrebbe portare all’estremo, e che, quando la moneta avesse raggiunto un prezzo fantastico, come nel 1825, i debitori si vedrebbero costretti a rilasciare la loro proprietà alle condizioni, quali si siano, dettate dai creditori». Ecco perché radio Londra, proclamando la liberazione dell’Europa, e dell’Italia in particolare, non risponde mai all’interrogativo: E la libertà di non indebitarsi, cosa ne dite? Ecco, anche perché il Brooks Adams ha scritto: dopo Waterloo nessuna potenza ha potuto resistere alla forza degli usurai. Ecco perché Mussolini fu condannato vent’anni fa dal comitato centrale dell’usurocrazia. Ecco perché si fanno le guerre, cioè si fanno le guerre per creare debiti che poi vengono pagati in una moneta rialzata, o in altri casi, non pagati affatto.
La guerra è il sabotaggio massimo.
È la forma di sabotaggio più atroce. Gli usurai provocano le guerre per nascondere l’abbondanza, esistente o potenziale. Le fanno per creare carestia. È più difficile imporre un monopolio di materie abbondanti che di materie che scarseggiano. Gli usurai provocano guerre per imporre monopoli a loro vantaggio, e per poi strozzare il mondo. Gli usurai provocano guerre per creare debiti; per poi sfruttarne l’interesse, e per sfruttare i profitti risultanti dai cambiamenti nel valore delle unità monetarie. Se questo non è chiaro al lettore neofita, lascio che egli mediti le seguenti frasi dell’Hazard Circular dell’anno 1862: «Il grande debito che i nostri amici, i capitalisti dell’Europa, faranno in modo di far sortire da questa guerra, verrà adoperato per manipolare la circolazione. Noi non possiamo permettere che i biglietti statali circolino perché non possiamo regolarli ». Di fatto, dopo l’assassinio del Presidente Lincoln nessun tentativo serio contro l’usurocrazia venne fatto sino alla formazione dell’Asse Berlino-Roma. L’ambizione italiana di raggiungere una libertà economica, ovvero la libertà di non indebitarsi, fece scattare le sanzioni di bieca memoria. Ma le grandi case editrici d’Italia, complici più o meno coscienti della stampa infida italiana, non hanno pubblicato in Italia gli autori quali Brooks Adams e Kitson che svelano questi fatti. La stampa è stata infida, e le grandi case editrici ne sono state complici coscientemente o incoscientemente secondo la loro competenza. Contro la malafede non si può lottare colla pubblicazione dei fatti, ma contro l’ignoranza si potrebbe lottare. Le case editrici hanno ricevuto le loro informazioni per tubature avvelenate, e hanno preso il loro tono dal Times Literary Supplement e dai volumi distribuiti per mezzo di Hachette, e di Smith and Son, o approvati dalla Nouvelle Revue Française. Nulla o quasi nulla arrivò in Italia senza essere selezionato dagli usurai internazionali e dai loro servi biechi e ciechi. E il risultato si dimostrò negli snobismi, nell’ignoranza «creata». Il neo-malthusianesimo merita un esame. In Italia come altrove i libri gialli distrassero i loro lettori dal grande reato sottostante, cioè dal reato del sistema usurocratico stesso. Se agli uomini d’azione e della politica questo sembra senza importanza, è risultato nondimeno una vasta matassa di resistenza passiva proprio nei ceti detti «letterati» o «colti» che dànno il colore alla materia stampata. Essi leggono, e poi scrivono ed il pubblico ne riceve la spazzatura. E da questo processo di sciacquatura deriva quella CREDULITÀ che rende gran parte del pubblico soggetto al mal inglese, cioè disposto a credere alle fandonie trasmesse da Londra e ridistribuite gratis dai creduloni indigeni. Ai liberali domandiamo: perché gli usurai sono tutti liberali? A coloro che chiedono la dittatura del proletariato domandiamo: il proletariato di un paese deve imporre la dittatura al proletariato di un altro? A coloro che si scagliano contro il concetto di autarchia dicendo: ma costa tanto; il grano va comperato dove si può comprarlo più a buon mercato; si può rammentare che proprio l’importazione del grano dall’Egitto a prezzo basso rovinò l’agricoltura italiana sotto l’antico impero. Ma se questo fatto sembra troppo lontano dai tempi nostri si può anche notare che chiunque parla di quella specie di libero commercio, finisce col parlare dell’esportazione del «lavoro» cioè dell’esportazione della mano d’opera, l’esportazione di esseri umani in contraccambio di derrate. Molti cominciano a capire che l’Inghilterra, nel tentativo sadico di distruggere l’Italia, sta distruggendo se stessa, ma il pubblico non capisce ancora l’origine di questa furia distruggitrice. Negate quanto volete che l’uomo puramente o esclusivamente economico esiste. L’analisi dei motivi economici giova alla comprensione dell’avarizia. La brama del monopolio è un male radicale. Si manifesta nell’errore del prezzo ingiusto, condannato dalla dottrina economica della Chiesa, durante tutta l’epoca del suo maggiore splendore. Bisogna capire che tutta la moda letteraria e tutto il sistema giornalistico controllato dall’usurocrazia mondiale è indirizzato a mantenere l’ignoranza pubblica del sistema usurocratico e dei suoi meccanismi. I dettagli del tradimento militare li conoscete, ma il tradimento intellettuale non è capito. L’ignoranza di questo sistema e questi meccanismi non è prodotto naturale, fu creata. Il liberalismo e il bolscevismo si accordano intimamente nel loro disprezzo fondamentale della personalità umana. Stalin comanda 40 vagoni di materia umana per lavori su un canale. I liberali finiscono per parlare di esportazione di mano d’opera. Il liberalismo nasconde la sua economia nefasta sotto due pretesti: cioè la libertà della parola e la libertà della persona, protetta, in teoria, dal processo aperto, garantito con la formula «habeas corpus». Domandate in India e in Inghilterra come sono rispettati questi pretesti. Domandate ad un giornalista americano, qualsiasi, quanta libertà di espressione gli è lasciata dagli «advertisers».
Altri fattarelli utili a sapere:
1. Abbiamo bisogno di un mezzo di scambio e di un mezzo di risparmio, ma non è necessario che lo stesso mezzo serva ad ambedue questi scopi.
2. Lo Stato può PRESTARE. La flotta che vinse a Salamina fu costruita con danari prestati dallo Stato di Atene agli armatori.
Per la semplificazione dell’amministrazione statale e privata è preferibile un meccanismo che può funzionare allo sportello dell’ufficio sia statale, sia privato.
“UNA NAZIONE CHE NON VUOLE INDEBITARSI FA RABBIA AGLI USURAI”








