Il ruolo della donna

Tratto dal Der Parteitag der Freiheit vom 10.-16. Semptember 1935. Offizieller Bericht…, Munchen, Zentralverlag der NSDAP, Franz Eber Nachf., 1935

Dall’intervento di Hitler al Congresso di Norimberga 1935

Se il nazionalsocialismo ha dato alla donna uno posizione diversa da quella dei partiti liberali e in particolare marxisti, la ragione risiede in una diversa valutazione delle donne. Noi vediamo nella donna la madre eterna del nostro popolo e la compagna di vita, di lavoro e anche di lotta dell’uomo. Muovendo da questi due punti di vista risulta l’atteggiamento particolare che assume di fronte alla donna il nazionalsocialismo.

La cosiddetta «parificazione di diritti» della donna, che richiede il marxismo, non è in realtà una parificazione ma una privazione di diritti della donna, perche trascina la donna su un terreno nel quale essa e destinata inevitabilmente a soccombere, perche porta la donna in situazioni che non consolidano ma indeboliscono la sua posizione, cosi di fronte all’uomo come di fronte alla società. Presso le nazioni germaniche non è mai esistita altro che la parità di diritti della donna. I due sessi avevano entrambi il loro diritto, avevano i loro compiti, i quali erano reciprocamente pienamente degni di pari rispetto, di pari valore e pertanto sullo stesso piano.

Dopo avere accennato alla posizione di minorità della donna in certi popoli orientali, il Führer ha ricordato l’indegno ruolo che le fu un tempo attribuito nelle manovre parlamentari tedesche. Se le donne tedesche avessero vissuto queste esercitazioni in una sessione del Reichstag e avessero visto la posizione in esse presa dalle donne, esse stesse avrebbero immediatamente riconosciuto: sono cose che non si addicono al nostro sesso.

Quali sarebbero le conseguenze estreme di tali situazioni, lo ha dimostrato la tattica dei marxisti e dei bolscevichi, che mandavano in testa alle loro dimostrazioni donne e bambini. Oggi, in paesi marxisti vengono allestiti battaglioni femminili; di fronte a ciò posso dire soltanto questo: «Da noi non accadrà mai! Ci sono cose che le fa l’uomo e a lui soltanto esse spettano! »

Mi vergognerei di essere un uomo tedesco se in caso di guerra dovesse andare al fronte anche una donna soltanto. Anche la donna ha il suo campo di battaglia. Essa combatte la sua battaglia per la nazione con ogni figlio che mette al mondo per la nazione. L’uomo si adopera per il popolo proprio come la donna per la famiglia. La parità di diritti della donna risiede nel fatto che essa riceva nei campi vitali destinatile dalla natura l’apprezzamento che le e dovuto.

La donna ha sempre avuto rispetto per l’uomo valoroso, deciso, ardito, e l’uomo ha sempre mostrato ammirazione e simpatia per la donna femminile. Sono questi i due opposti che si attraggono nella vita; e la sorte fa ritrovare assieme due esseri siffatti, non si sollevi più la questione della parità, perche a essa ha già risposto la natura: non si tratta più di parità alcuna, ma di una unità.

L’uomo e la donna rappresentano due specificità naturali completamente diverse. Nell’uomo prevale la ragione. Ma più stabile è il sentimento che predomina nella donna. [...]

Ai nostri avversari, che dicono: « Voi volete degradare la donna, non attribuendole altro compito che quello di fare figli», egli risponde che non sussiste alcuna degradazione della donna nel diventare madre, ma al contrario si tratta del massimo grado della sua elevazione. Non vi è più elevata nobiltà per la donna che quella di essere madre dei figli e delle figlie di un popolo. Tutta la gioventù che oggi vediamo cosi forte e bella nelle piazze, questi volti raggianti e questi occhi brillanti — dove mai sarebbe se non si continuasse a trovare una donna che abbia dato loro la vita? L’inestiguibilità suprema qui sulla terra consiste nella conservazione del popolo e della razza. [...]

In cambio del suo lavoro il nazionalsocialismo offre alla donna la realtà del fatto che esso e tornato a educare gli uomini, a farne uomini veri, decenti, retti, coraggiosi, uomini d’onore. Io credo che se in questi giorni hanno visto marciare le colonne di questi marziali e impeccabili giovani uomini con la zappa, le nostre donne sane e incorrotte non possono non dirsi: quale schiatta splendida e sana sta crescendo, qui, da noi!

Ma questa e un’opera che il nazionalsocialismo, nella posizione di fronte alla donna, realizza anche per la donna tedesca.

L’avere adesso reintrodotto la coscrizione obbligatoria e una educazione meravigliosa alla quale facciamo alimentare le future giovani generazioni tedesche, una schiatta meravigliosa, che impegniamo nella Hitler-Jugend, nelle SA e nel servizio del lavoro. Nei prossimi anni il popolo tedesco non invecchierà, ma c’e da credere che rimarrà sempre giovane.

Share

Comments on “Il ruolo della donna

  1. Pingback: Per una cultura sulla Donna | Thule Italia

Lascia un Commento