Marito e moglie sono camerati (articolo 7 gennaio 1942)

IL NUOVO CODICE DEL REICH

Marito e moglie sono camerati – I diritti e i doveri dell’uno verso l’altro – Nuova concezione del nucleo familiare. L’educazione dei figli ai fini nazionali – I motivi richiesti per il divorzio

BERLINO, gennaio.

Il nuovo «Codice popolare del tedeschi», che viene silenziosamente, ma anche faticosamente elaborato in seno all’Accademia tedesca di diritto, recherà le sue Innovazioni maggiori e più sensazionali nel campo del diritto familiare. Non apporterà riforme lontane dalla vita; sanzionerà anzi In buona parte consuetudini e costumi già invalsi nella famiglia germanica; ma rinnoverà il diritto scritto, aggiornandolo. E queste innovazioni saranno giuridicamente sensazionali.

I doveri verso i figli e lo Stato

La famiglia tedesca non è come la famiglia italiana. Non è facile chiarire In poche parole dove la differenza risieda. Ma questa differenza c’è, ed è piuttosto profonda. La si avverte subito, trovandosi con una coppia di tedeschi, entrando nella loro casa. Il marito non è quel capo supremo che è da noi. C’è una parificazione di autorità dei coniugi di fronte alla prole, e le decisioni familiari, vi sia o non vi sia la prole, dipendono, molto più che nella famiglia italiana, dall’accordo fra marito e moglie. La mancanza di tale accordo può pregiudicare la stabilità e la solidità familiare, in Germania, come da noi l’inettitudine dell’uomo a comandare. D’altro canto, qui si accetta come naturale — e la cosa non ha quel sapore leggero di ridicolo come altrove — che, al caso, la donna indossi moralmente i calzoni: né i casi sono rari o tenuti nascosti.

Già in passato, da una quarantina d’anni, la legge tedesca diceva che sopra i figlioli stava l’autorità parentale (della madre e del padre) e non quella paterna. Quello era stato un primo passo. Anche In quella legge si riscontra il riconoscimento da parte del legislatori della necessità di un accordo fra i genitori per ciò che riguarda l’educazione e l’allevamento del figli. La legge che sarà contenuta nel «Codice popolare» andrà però molto più innanzi nello stabilire l’uguaglianza fra marito e moglie; in quanto non l’affermerà solo per ciò che concerne l’autorità sulla prole, ma in quasi ogni altro riguardo.

E’ noto — e l’abbiamo rilevato nel precedente articolo — che il futuro codice porrà il dovere quale principio morale fondamentale. Sarà il dovere, uguale per tutti, uomini e donne, di servire la comunità nazionale con la totalità delle loro forze, ad un fine che, naturalmente, non potrà essere determinato dai singoli. Uomo e donna anche dentro la famiglia, saranno dunque uguali di fronte allo Stato; ma oltre ai doveri che incombono su ogni singolo uomo e su ogni singola donna, siano coniugati o no, essi avranno quel dovere uguale, relativo all’educazione della prole, che il Codice non mancherà di affermare, e da questo dovere educativo deriverà e peserà su di essi un’uguale responsabilità, paterna e materna, verso la Volksgemeinschalt. Si tratterà, indubbiamente, di una responsabilità solidale, ma quantitativamente e qualitativamente identica per entrambi.

Limiti dell’autorità parentale

La terza delle venticinque massime fondamentali che saranno premesse al «Codice popolare» dice, nella versione provvisoria stabilita a Hildeshelm nello scorso ottobre, che «il matrimonio gode la protezione speciale dell’ordine giuridico come fondamento della convivenza nazionale»; e aggiunge che il matrimonio stesso «deve essere una convivenza perfetta dei coniugi e servire all’alto scopo di conservare e moltiplicare la razza e le sue qualità». I figli, dice poi la massima numero quattro, sono il bene più prezioso della comunità tedesca: Partito e Stato vedono nella gioventù l’avvenire del popolo tedesco». E una successiva norma affermerà, crediamo, che i genitori sono obbligati ad allevare i bambini, fisicamente e moralmente, secondo lo spirito del nazionalsocialismo, e che il Partito e lo Stato metteranno a loro disposizione, per tale scopo, mezzi educativi e disciplinari.

Il matrimonio, dunque, avrà in Germania in futuro, sanzionato nelle parole delle legge, lo scopo supremo della legge, lo scopo supremo della generazione della prole e della sua educazione; ma in questa duplice funzione i genitori saranno, appunto, esecutori di un comando che viene dall’alto. E’ noto che norme severissime impediscono le unioni delle persone che non siano fisicamente sane e razzialmente pure; e abbiamo detto che l’educazione dovrà essere data secondo certe dottrine. E’ governata così la libertà di scelta del rispettivo coniuge e ancora più la educazione della discendenza. Oltre a ciò è lievemente ridotta pure l’autorità dei genitori sui figlioli, perché questi, quando entrino nella vita, sia, in principio, quali scolari, sia, più tardi, quali apprendisti di un mestiere, sia, a diciotto anni, quali lavoratori, cominciano a diventare gradatamente indipendenti.

Uomo e donna hanno doveri paralleli verso la comunità. L’uomo sottostà all’obbligo militare, la donna no. Ma la donna, come l’uomo, quando è adolescente, deve prestare servizio di lavoro nei campi, per sei mesi o un anno, e, in tempo di guerra, sottostà all’obbligo di lavorare nelle fabbriche, o negli uffici, o In altri luoghi sempre in conseguenza della guerra, affinché tutte le braccia e tutte le intelligenze siano utilizzate. Se alla donna si concede l’esenzione da tali obblighi, gli è perchè possa accudire ai suoi doveri di madre quando i bimbi son piccini; ma anche tale esenzione è fatta in quanto l’educazione della prole è una necessità nazionale. Tutto è fissato dunque e pensato nel segno e nell’interesse della Volkagemeinschaft. Uomo e donna sono dei camerati. Questo principio sarà giuridicamente nuovo. Non è nuovo in pratica, perchè, come abbiamo detto, già si notava l’esistenza di questo cameratismo nella famiglia tedesca, un cameratismo che deriva forse dalla costumanza di accoppiarsi per affinità intellettuale più che per affinità di ceto o di patrimonio; la costumanza non è nata con l’industrializzazione del paese, ma è stata da essa Indubbiamente aiutata a diffondersi. Il futuro «Codice popolare dei tedeschi» la sanzionerà in modo addirittura imprevisto. Vi sarà nel codice un articolo del seguente tenore, o pressapoco (perchè la versione che riferiamo non è definitiva): «La moglie ha il dovere e il diritto di collaborare all’attività professionale del marito o di svolgere un’attività professionale Indipendente,- in misura che si concili col suoi doveri di moglie, di madre e donna di casa, o in quella misura che sembra urgentemente richiesta dal bisogni della famiglia».

E’ un articolo che lascia adito a mille possibilità. Non parliamo de] suo dovere di collaborazione, quando il bisogno familiare sia grande. Ma il suo diritto? E’ questa un’affermazione di valore puramente etico, che mira ad elevare moralmente la posizione della moglie? O avrà valore pratico? Ma quali e quanti ostacoli oratici non si opporranno al raggiungimento di questo accordo coniugale che la legge sembra quasi richiedere anche in merito all’esercizio delle professioni? Lasciamo però ai giuristi di discutere il complicato problema. Esso riappare nell’altro articolo che dice: «Dal canto suo il marito ha il dovere e il diritto di partecipare all’attività professionale della moglie, nella misura in cui ciò corrisponda alle speciali condizioni e al modo di vivere della famiglia».

Quando il vincolo si sia logorato

Ad ogni modo se le cose non andassero bene, il nuovo Codice Popolare consentirà che i Volksgenossen corrano al ripari, contraendo un nuovo matrimonio. Il divorzio, ci è stato precisato da persona che è a giorno dei progressi del lavoro per i nuovi codici, sarà reso più facile. Nel nuovo Codice Popolare sarà introdotta una norma in forza della quale sarà possibile sciogliere il matrimonio, dopo che sua durato almeno tre anni, per, diciamo corrosione interna. Non saranno richieste le motivazioni tradizionali: adulterio, maltrattamenti, sterilità, o altro. Sarà richiesta soltanto la constatazione parallela dei coniugi che la loro unione non è più felice perché il vincolo si è logorato; la constatazione cioè, fatta dopo tre anni di prova o collaudo, che essi non sono più in grado di vivere insieme.

Si vede da quanto precede che il nucleo familiare in Germania manca, per riconoscimento della legge, di alcuni vincoli che sono considerati naturali altrove: supremazia del marito e padre, soggezione della moglie, indissolubilità dell’unione o divorzio concesso solo per cause gravi, ecc. Ma forse questo sviluppo è concomitante naturale degli sviluppi sociali e politici del Reich. In tempi storici lontani il solo pater familias era cittadino completo, ed egli amministrava, quasi per delegazione della res publica, il nucleo familiare. Da allora secoli sono trascorsi. Cittadini completi sono oggi uomini e donne e più presto di prima lo diventano i figli. D’altro canto la res publica è diventata uno Stato totalitario. Nulla di strano che In questo nuovo conglomerato sociale ogni cosa cambi di aspetto.

 

 

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